Fila (o tracker)
L'unità base dell'impianto: pannelli, tubo, pali e motore che si muovono come un corpo solo. Quando diciamo «la fila 07 è a +21°» intendiamo tutti i suoi moduli insieme.
Questa pagina parte da zero. Cos'è una fila di pannelli, chi le dice come muoversi, cosa succede quando arriva una raffica di vento o inizia a piovere, e perché tutto questo fa produrre di più. Non serve nessuna preparazione tecnica: dove compare una parola nuova, la spieghiamo prima di usarla.
Il riassunto
Il resto della pagina serve ad approfondire. Ma il senso del sistema sta tutto qui.
Ogni fila è una lunga schiera di pannelli fissati sopra un unico tubo d'acciaio, appoggiato su una serie di pali. Il tubo può ruotare, e ruotando porta con sé tutti i pannelli della fila insieme. Una fila tipica è lunga fra 40 e 90 metri e porta da 30 a 90 moduli.
Sulla struttura, all'incirca a metà fila, c'è una scatola nera: la TCU, la centralina di fila. Comanda il motore che fa girare il tubo e legge in continuo l'angolo a cui la fila si trova davvero. È l'unica che tocca fisicamente quella fila.
La NCU è la centralina di impianto: un apparecchio con uno schermo touch, installato in un punto solo. Sa dov'è il sole in ogni istante, legge l'anemometro e il sensore di pioggia, e conosce le regole che l'installatore ha configurato.
Ogni pochi secondi la NCU rifà i conti e manda l'angolo giusto a tutte le TCU. Se il vento supera la soglia o inizia a nevicare, cambia idea e lo dice subito: le file lasciano il sole e si mettono al sicuro.
Le parole
Sono le uniche parole tecniche che useremo in questa pagina. Tienile a portata: da qui in poi le diamo per acquisite.
L'unità base dell'impianto: pannelli, tubo, pali e motore che si muovono come un corpo solo. Quando diciamo «la fila 07 è a +21°» intendiamo tutti i suoi moduli insieme.
La trave d'acciaio a sezione quadrata che attraversa tutta la fila. È l'asse di rotazione: il motore ne gira un punto solo, e la torsione trasmette il movimento fino alle estremità.
Quanto la fila è inclinata rispetto all'orizzontale. Zero gradi vuol dire piatta. I valori negativi guardano a est, quelli positivi a ovest. Il campo di lavoro tipico è da −60° a +60°.
Tracker Control Unit, centralina di fila. Una per ogni fila. Riceve un angolo da raggiungere, pilota il motore e conferma quando ci è arrivata.
Network Control Unit, centralina di impianto. Una per campo. È il punto in cui arrivano i sensori, in cui si configurano le regole e da cui partono tutti i comandi.
Il calcolo astronomico che dice dov'è il sole in un certo istante, in un certo punto della Terra. Non è una stima e non arriva da internet: si calcola da data, ora e coordinate dell'impianto.
L'angolo che la fila assume quando il vento è troppo forte. Quasi piatta, ma non del tutto: l'inclinazione esatta viene calcolata sulla direzione da cui arriva la raffica.
Il sensore che misura l'angolo vero della fila. Serve a distinguere «ho dato il comando» da «la fila ci è davvero arrivata»: senza encoder il sistema sarebbe cieco.
La meccanica
Prima di parlare di controllo conviene capire cosa si muove. La meccanica di un inseguitore a un asse è volutamente semplice: pochi pezzi, un solo grado di libertà, un solo motore per decine di metri di pannelli.
Il gruppo di rotazione sta in un punto solo, di solito al centro. Un riduttore a vite senza fine moltiplica la coppia e rende il movimento irreversibile: il vento può spingere quanto vuole, non riesce a far girare il motore all'indietro.
Per seguire il sole servono circa 15 gradi all'ora. Il motore lavora a scatti brevi, pochi secondi ogni volta, e resta fermo il resto del tempo. È per questo che i consumi del sistema di movimentazione sono trascurabili rispetto alla produzione.
Tutti i pali intermedi portano un cuscinetto su cui il tubo scorre. Solo il palo centrale porta il gruppo motorizzato. Meno parti in movimento significa meno punti di guasto lungo la fila.
Vuoi vedere i componenti veri, fotografati? Vai alla pagina sull'impianto →
Passo per passo
Questo giro si ripete tutto il giorno, in continuo. Segui i sei passaggi: puoi lasciarli scorrere da soli o fermarti su quello che ti interessa.
Il sole percorre circa 15 gradi ogni ora. Nessun sensore lo insegue: la sua posizione è una grandezza calcolabile in anticipo, con la precisione di un almanacco astronomico.
Nessun componente dell'impianto «vede» il sole. Non ci sono fotocellule da pulire o da tarare.
Una giornata intera
Trascina il cursore per attraversare la giornata, o premi il pulsante e guardala scorrere. La fila si muove con gli stessi conti che girano davvero sulla centralina: latitudine 45° nord, fine giugno, cielo sereno.
Il sole è quasi allo zenit: per riceverlo di faccia la fila deve stare quasi orizzontale. È il momento di massima produzione della giornata.
Alla fine della giornata precedente la NCU riporta tutte le file verso est. Così il primo raggio del mattino trova i pannelli già orientati, senza perdere i minuti che servirebbero per ruotare di 110 gradi.
Nelle prime e ultime ore il sole è talmente basso che l'angolo ideale supererebbe i 60 gradi consentiti dalla meccanica. La fila resta al limite: è il massimo che può fare, e la luce radente vale comunque poco.
Dopo il tramonto il motore viene messo a riposo. L'unico movimento notturno previsto è il ritorno a est, che avviene una volta sola. Tutto il resto della notte la fila resta ferma.
Le posizioni
Inseguire il sole è solo una delle cose che una fila sa fare. Scegli una situazione per vedere che angolo assume e perché.
È la condizione normale, quella in cui l'impianto passa la maggior parte delle ore di luce. La fila si tiene perpendicolare ai raggi e si corregge ogni pochi minuti, seguendo il calcolo delle effemeridi.
Casi reali
Le domande che si fa chiunque abbia un impianto in campo. Scegline una: la sequenza si svolge passo per passo, con i tempi reali.
La condizione più critica per un inseguitore, e quella per cui esiste gran parte della logica di sicurezza.
Le priorità
Può succedere spesso: il calcolo del sole chiede +40°, la regola della pioggia chiede +58°, un tecnico ha messo la fila in manuale a 0°, e nel frattempo arriva una raffica. La NCU non improvvisa: applica sempre lo stesso ordine di precedenza.
Vento sopra soglia, neve, ghiaccio. Vince su tutto, compreso il comando manuale di un operatore. Una fila messa in manuale per manutenzione viene comunque richiamata in posizione di sicurezza se arriva la raffica.
Quando un tecnico prende il controllo di una fila, il calcolo del sole si ferma per quella fila. La fila resta segnalata come esclusa finché qualcuno non la rimette in automatico: nessuno se ne dimentica per sbaglio.
Lavaggio con la pioggia, scarico della neve, parcheggio notturno, limitazioni stagionali. Sono i comportamenti che l'installatore ha configurato una volta e che poi girano da soli.
La priorità più bassa, e quella che vale per la stragrande maggioranza delle ore. Cede il passo appena una qualsiasi delle altre tre entra in gioco, e riprende non appena la condizione rientra.
Il motivo di tutto
Un pannello fisso è orientato bene per pochi minuti al giorno: quelli in cui il sole gli passa davanti alla giusta altezza. Nel resto della giornata i raggi lo colpiscono di sbieco, e la potenza raccolta cala con il coseno dell'angolo di incidenza. A 60 gradi fuori asse si raccoglie la metà.
Un inseguitore a un asse azzera quasi del tutto questa perdita nelle ore del mattino e del pomeriggio, che sono anche le ore in cui la rete elettrica ha più bisogno di energia. Il guadagno tipico in Italia si colloca fra il 20 e il 30% annuo, con punte più alte nelle giornate serene di primavera e di estate.
La differenza non è solo nel totale, ma nella forma della curva: la produzione di un impianto a inseguimento è più larga e più piatta, invece di essere un picco stretto attorno a mezzogiorno.
Potenza prodotta nell'arco di una giornata serena
L'area fra le due curve è l'energia in più. È larga al mattino e al pomeriggio, quasi nulla a mezzogiorno.
Domande da chi parte da zero
No. Il motore fa un piccolo scatto ogni pochi minuti e poi si ferma. Se guardi un impianto per trenta secondi non vedi niente muoversi; se ci torni dopo un'ora la differenza è evidente. Nell'arco di una giornata il motore lavora in totale pochi minuti.
Perché la posizione del sole è prevedibile. Conoscendo la data, l'ora e le coordinate geografiche dell'impianto si ricava con una formula astronomica dove si trova il sole in quel momento. È lo stesso calcolo che permette di stampare le tabelle delle maree o gli orari di alba e tramonto con anni di anticipo.
La NCU tiene l'ora con un orologio a batteria tampone e la sincronizza dalla rete quando è disponibile. Il cambio di ora legale non tocca il calcolo, che lavora in tempo solare e non in ora civile. Se l'orologio dovesse sbagliare in modo grossolano, lo scarto risulta subito evidente perché tutte le file punterebbero nella direzione sbagliata insieme.
Il rischio non è che i moduli si rompano di schianto, ma che la struttura venga sollecitata oltre quanto è stata progettata a sopportare, o che entri in oscillazione. Per questo la posizione di sicurezza scatta molto prima delle condizioni estreme: è una misura preventiva, non un'emergenza.
Poca, per due motivi. Il primo è che i giorni di vento forte sono pochi. Il secondo è che il vento forte accompagna quasi sempre cielo coperto, cioè le ore in cui l'inseguimento vale meno perché la luce è già diffusa. La produzione persa in una giornata di sicurezza è una frazione minima del totale annuo.
Al mattino e alla sera, quando l'inclinazione è massima, una fila può proiettare ombra su quella accanto. Per questo l'angolo di lavoro è limitato: oltre un certo punto inclinare di più non conviene, perché il guadagno di una fila diventa la perdita della successiva. Il limite viene calcolato in fase di progetto in base alla distanza fra le file.
No. Il sistema è pensato per funzionare da solo e per chiamare quando qualcosa non torna. Le notifiche arrivano via email o push, e la maggior parte delle verifiche si fa da remoto, guardando l'angolo che ogni fila sta effettivamente tenendo.
Sì. L'interfaccia web è la stessa applicazione che gira sulla centralina, quindi ritrovi le stesse schermate e gli stessi comandi che vedresti davanti allo schermo touch in campo.
Comportamenti configurabili
Nella NCU imposti cosa deve succedere in ogni situazione: quale soglia di vento fa scattare la posizione di sicurezza, cosa succede quando piove o nevica, come si comporta l'impianto di notte, quanto deve durare la calma prima di tornare a inseguire il sole. Le regole vengono valutate a bordo, di continuo, anche senza rete.
Tutte le file si portano nella posizione di minor carico calcolata sulla direzione della raffica, e ci restano finché il vento non resta sotto soglia per 10 minuti.
Regola di sicurezza · non disattivabileLe file ruotano a 65° per far scorrere l'acqua sul vetro e sfruttare la pioggia come lavaggio, poi tornano a inseguire il sole quando la pioggia cessa.
Attiva da aprile a ottobreL'inclinazione sale a 60° per far scivolare la neve; a fine nevicata l'impianto esegue un ciclo di scuotimento e torna in posizione solare.
Soglia temperatura configurabileLe file si portano in posizione di parcheggio notturno rivolte a est, pronte per l'alba successiva, e il motore viene messo a riposo.
Calcolato dalle effemeridi, non da un orario fissoStazione meteo di impianto
Anemometro, banderuola, sensore di pioggia e sonda di temperatura sono collegati direttamente alla NCU. Le letture non vengono solo mostrate: vengono mediate, filtrate dai picchi spuri e confrontate con le soglie configurate, così una folata isolata non manda l'impianto in sicurezza inutilmente.
La NCU conserva a bordo lo storico delle ultime raffiche e degli eventi meteo, disponibile sullo schermo touch anche se la connessione al cloud è caduta. È il registro che serve quando bisogna capire perché una fila si è messa in sicurezza alle tre di notte.
Pioggia, neve, lavaggio
Un pannello sporco produce meno, e un pannello carico di neve non produce affatto. L'inseguitore ha un vantaggio che un impianto fisso non ha: può inclinarsi. La NCU usa questa capacità per trasformare pioggia e neve da problema in occasione di pulizia.
La neve che si scioglie in superficie e ricongela sul bordo inferiore forma una lastra che resta per giorni. Scaricare la neve mentre cade, inclinando la fila, evita del tutto la formazione di quella lastra.
Sfruttare gli eventi di pioggia riduce il numero di lavaggi manuali all'anno. Nei campi lontani dalla rete idrica ogni ciclo di pulizia evitato è una cisterna in meno da portare in loco.
Se durante un temporale il vento supera la soglia, la regola di sicurezza vince su quella di lavaggio: le file lasciano la posizione di scolo e vanno in posizione di minor carico.
Il passo successivo
Nella pagina dedicata all'impianto trovi le fotografie del gruppo di rotazione, della centralina di fila e delle prove in galleria del vento, con la spiegazione di cosa fa ogni pezzo.